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Arona – Stresa 1-2

Ancora una volta l’Arona raccoglie meno di quanto ha seminato e, a dirla tutta, anche questa volta è sembrato che l’arbitro ci abbia messo del suo. Dagli spalti infatti, nell’ultima mezz’ora, le urla di contestazione piovevano a più non posso.

Il primo tempo è stato molto avvincente. L’Arona è andato sotto su palla inattiva. Calcio di punizione dalla sinistra e Agnesina si avventa di testa sulla palla, con la difesa che non è sembrata impeccabile.

Così la strada davanti all’Arona sembrava  inerpicarsi così tanto da far impallidire anche un ciclista colombiano. Ma i ragazzi di Porcu, invece, incassano il colpo e si rimettevano a giocare come se il risultato fosse ancora sullo zero a zero.

Quando al 35° Mochi pareggiava, sembrava la cosa più logica possibile. Al 40° poi Tinaglia pennellava un cross molto preciso sulla testa di Romea, ma la palla andava di poco sopra la traversa.

Insomma, la partita era aperta ad ogni risultato e l’Arona ha riaperto le ostalità con una grande occasione di Romea fermato in un modo che ha fatto gridare al rigore.

L’equilibrio si è rotto al 7° del secondo tempo, quando su un’altra palla inattiva Agnesina ha firmato la doppieta che ha steso l’Arona.

La reazione dell’Arona c’è stata, ma la foga agonistica veniva giudicata eccessiva dall’arbitro che al 23° mostrava il cartellino a Tinaglia, che veniva quindi espulso per seconda ammonizione.

Diventava dunque tutto facile per lo Stresa che, forte del vantaggio del risultato e della superiorità numerica, doveva solo gestire, spesso furbescamente, la palla.

La tensione in campo saliva e l’arbitro mostrava altri tre cartellini gialli, tutti e soltanto a giocatori in casacca biancoverde, sorvolando invece su qualche irregolarità dello Stresa. Ad esempio è stata molto contestata la decisione di non ammonire Bernabino, reo di una fallo di mano a centrocampo, chiaramente volontario.

 

Alla fine della partita la rabbia era davvero tanta, e non era mitigata nemmeno dai risultati che arrivavano dagli altri campi, che dicevano che anche tutte le inseguitrici oggi hanno perso, con la sola eccezione del Piedimulera.