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Domenica ti aspettiamo!

“Se non sai cosa fare di bello domenica 4 Novembre?, e senza calcio non sai stare?, allora vieni a vedere l’Arona”, questo è l’invito della nostra società bianco-verde.

Senza l’Italia ai mondiali, e senza il calcio professionistico, speriamo che i ragazzi e la gente di Arona ritrovino le loro radici calcistiche e vengano a vederci e sostenerci. Invitiamo quindi gli Aronesi e non solo a tifare per noi e con un piccolo prezzo del biglietto potere avere in omaggio il giornalino dell’Arona. Intervisteremo alcuni spettatori e metteremo foto e articoli sul nostro sito ufficiale!”

S. Merlotti



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“Incidente di percorso” a Varallo!

Incidente di percorso per L’Arona che per un tempo decide di non entrare in partita e concede al Dufour Varallo un vantaggio di 3 gol. Nella ripresa nonostante il risultato i giocatori di mister Ragazzoni provano a pareggiare ma il tempo scade prima del terzo gol. Rammarico per la prima frazione non giocata, ma sempre sorpresi e contenti per un secondo tempo molto buono che doveva portare almeno un punto all’Arona. Alla fine un regalo pre-Natalizio per il Dufour, che non ci porta nulla di buono anzi ci fa perdere il terzo posto in classifica. Siamo tutti pronti a riprendere il cammino di vittorie e la nostra posizione già domenica prossima contro il Bianzè.

Forza Arona ripartiamo insieme!

S. Merlotti

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MARIA COSTANZA PESCHECHERA

Quando si dice una vita passata all’interno di una squadra, qui ad Arona ci viene in mente la nostra dirigente e segretaria Maria Costanza. Ventuno  anni sempre dietro ad una scrivania e a un computer a svolgere tutti i lavori complessi che servono per mandare avanti una società come la nostra. Se pensiamo al calcio a tutti, noi ci viene in mente il pallone, il campo e i giocatori, ma dietro a queste cose ci sono persone che devono far quadrare i conti e che devono svolgere ogni attività di base con grande attenzione.

Peschechera Maria Costanza è una di queste:

Ciao Maria ci racconti qualcosa di te?

Ciao a tutti, si sono qui ad Arona da ventuno anni, in pratica da quando siamo subentrati alla presidenza Resta. Ho iniziato soprattutto per stare vicina ai miei figli che qui giocavano a calcio. Mi hanno proposto di gestire la segreteria e poi di entrare, di fatto, nella dirigenza. Quando hanno smesso i miei figli, stavo per smettere anch’io, ma poi l’amore per questo posto e la passione per il mio lavoro hanno avuto la precedenza.

Ti alterni al ruolo di cuoca?

Si! il mio mestiere è quello di cuoca nelle scuole, ma poi quando termino,  arrivo in sede e sbrigo le faccende  che ci sono sempre qui in squadra. Devo gestire le visite mediche degli atleti, le loro schede e aggiornare e tenere i conti della squadra. Per fortuna ho una persona quest’anno che mi aiuta che è Lucia  Zilio. In questi anni poi, ho voluto fortemente partecipare a corsi e aggiornamenti della Lega, per restare sempre pronta a ogni cambio a livello burocratico.

Hai visto molti presidenti?

Tanti e con tutti hanno avuto un ottimo rapporto. Qui sono passati: Resta, Castelli, Fortis, Davì, Portacci e alla fine il nostro attuale presidente Notte.

Fai parte dello zoccolo duro di Arona insomma?

Certo! assieme a Notte e Malgaroli ad esempio formiamo l’ossatura che da anni è stabilmente qui ad Arona.

Sei legata a qualche giocatore in particolare?

Purtroppo non vivo sul campo da gioco, come gli allenatori e i mister, sono spesso dietro ad una scrivania e non ho quasi mai la possibilità di vedere dal vivo i tanti che inserisco all’interno delle pratiche e delle schede personali qui in sede. Quest’anno ad esempio siamo oltre 250 atleti che sommati ai dirigenti e allenatori, fanno davvero un grande gruppo di persone. In ventuno anni ho visto tanti qui da noi, ma se vuoi davvero un nome che ho nel cuore, è Chicco Ragazzoni, il nostro mister che ha giocato con i miei figli, ed è stato il loro allenatore. Un ragazzo davvero attaccato ai nostri colori che ho sempre piacere di rivedere.

Anche se non hai vissuto sul campo, c’è stato un anno che ti ricordi con più piacere?

La vittoria del 2017, il campionato che ci ha portato in Eccellenza. Quello me lo ricordo bene ed è stata una bella esperienza. Anche gli altri che ci hanno portato ai play off o quelli persi per penalizzazioni o sfortune varie li ho vissuti con tanto entusiasmo.

Hai qualche aneddoto da raccontare?

Sono cuoca e spesso alle cene di Natale mi hanno chiesto di cucinare per la squadra. È stato un piacere farlo per tanti amici.

Hai mai voluto cambiare squadra e per quanto vorrai continuare?

Mi hanno proposto di andare in altre società, ma ha sempre prevalso la voglia di stare dove sto bene, con amici e conoscenti che mi vogliono bene, Quando hanno smesso i miei figli mi è venuto in mente di staccare la spina, ma poi la passione mi ha fatto restare ad Arona. Fin quando avrò voglia, continuerò, ma credimi non è semplice questo lavoro soprattutto perché ogni anno i costi aumentano e far quadrare tutto non è semplice. Se le persone sapessero quanto sacrificio c’è dietro ad una squadra, capirebbero molto di questo mondo. Ci sono realtà che scompaiono ma noi siamo sempre bravi a restare qui e a continuare il nostro cammino. Se smetterò, sarà solo per dedicarmi a me stessa e alla  mia famiglia, tutto qui.

S.Merlotti

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Tutti in trasferta!

Domenica sfida difficile su un campo ostico per i giocatori di mister Ragazzoni. I punti di differenza in classifica sono tanti, ma la concentrazione deve essere totale. L’Arona deve mantenere la scia delle prime, e per farlo deve vincere a Varallo.

Noi ci saremo e tu?

Forza ragazzi!!

S. Merlotti

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Il tifoso: CLAUDIO CORRADINO

Ai nostri microfoni nel dopo partita:

Arona- Vigliano due a uno, partita difficile?

Ho visto un Vigliano molto aggressivo e competitivo però noi abbiamo avuto la fortuna secondo me di riuscire a stare compatti nel momento peggiore e chiude la partita nella ripresa, grazie anche al nostro portiere che ha ,sfoderato due o tre parate eccezionali.

Pensava fosse così la gara?

Sulla carta doveva essere molto più facile invece alla fine ci siamo resi conto che non bisogna dare niente per scontato

Un paio di nomi oggi protagonisti?

Ho visto molto bene Pastore e ho visto molto bene il solito Lika grintoso forte di loro sono piaciuti molto il numero dieci (Vanoli)

Domanda che faccio a tutti chi vince il campionato?

Penso che Bellinzago sia più squadra , il Pro Novara un insieme di alcuni grandi giocatori e di altri meno bravi. Forse privilegio la prima squadra perché mi sembra più organizzata e compatta.

S. Merlotti

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Arona 2 Vigliano 1

Dopo un avvio in salita, con il solito gol preso a freddo, l’Arona si dimostra sempre pronta a sovvertire il risultato. Anche questa volta gli uomini di mister Ragazzoni chiudono il match con il pareggio alla fine del primo tempo e il gol a metà ripresa. Alla fine sui piedi degli attaccanti Aronesi ci sarebbe anche il 3 a 1 ma sarebbe stato forse troppo visto che il Vigliano non ha demeritato. Vezzù e Capacchione i marcatori per l’Arona e Ferrero per il Vigliano.

11ª giornata: Valduggia-Ceversama 1-4, Trino-Bianzè 3-0, Arona-Vigliano 2-1, Juve Domo-Fulgor Valdengo 2-0, Sparta Novara-Chiavazzese 1-2, Omegna-Pro Novara 0-2, Feriolo-D. Varallo 1-0, Bulè Bellinzago-Piedimulera 3-1.

Classifica: Bulè Bellinzago 31, Pro Novara 26, Arona 21, Trino 19, Feriolo 18, Chiavazzese 16, Omegna, Sparta, Valduggia 15, Fulgor, Ceversama 14, Bianzè 13, Juve Domo 12, Piedimulera 8, D. Varallo 6, Vigliano 2.

S.Merlotti

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Domenica tutti allo stadio!

“Se non sai cosa fare di bello domenica 20 Novembre, e senza calcio non sai stare, allora vieni a vedere l’Arona”, questo l’invito della società bianco-verde.

“Stiamo premendo sul fatto che senza l’Italia ai mondiali, e senza il calcio professionistico, i ragazzi e la gente di Arona ritrovino le loro radici calcistiche. Invitiamo quindi gli Aronesi e non solo a tifare per noi e con un piccolo prezzo del biglietto potere avere in omaggio il giornalino dell’Arona. Intervisteremo alcuni spettatori e metteremo foto e articoli sul nostro sito ufficiale!”

S. Merlotti

A. Stampa Arona Calcio

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SIMONE MERLOTTI

Oggi intervistiamo il nuovo addetto stampa della nostra squadra.

Ci racconti qualcosa di te?

Ciao, sono sempre stato nel mondo del calcio da quando ero piccolo

Andavo allo stadio di Busto Arsizio, con mio papà seguendo la Pro Patria. Poi negli anni 90 fino al 2003 mio padre ha sempre fatto lo sponsor alla Pro, sui cartelloni pubblicitari, e sul giornalino “il Tigrottino”, che è l’organo ufficiale del tifoso Bustocco. Ho visto parecchi campionati, quelli avvincenti in serie C, fino a quelli dilettantistici dove per qualche anno la Pro ha purtroppo militato. Quindici anni fa iniziai a scrivere sul primo blog dei tifosi bianco blu, e con il passare del tempo, mi diedero compiti più importanti. Ringrazio il Pro Patria Clubs e i suoi membri per la fiducia che mi hanno dato sin dall’inizio e soprattutto Flavio Vergani il direttore del sito, per la grande visibilità che mi ha voluto concedere. Ho scritto quindi sia sul portale del club, sia sullo stesso giornalino “il Tigrottino” proprio quello che da piccolo leggevo allo stadio con mio padre, e per me è stata una cosa magnifica. Ho diretto per un anno, il 2018, con l’aiuto di un mio amico e tifoso (Alberto Pedotti) la stessa testata giornalistica, per poi passare in redazione con vari ruoli. Ho prodotto tanti articoli e nel 2019 ho avuto la fortuna di collaborare proprio con la Pro Patria, per la realizzazione del logo dei suoi 100 anni. Sui pantaloncini e sul materiale inerente del centenario è presente il mio disegno. Anche questa è stata una grande soddisfazione personale. Ringrazio Patrizia Testa, presidentessa della squadra che mi ha dato fiducia e mi ha concesso di “collaborare” con loro. Durante la mia carriera, come “articolista” ho frequentato e mi sono diplomato con tanto di master e lettera referenziale, alla scuola Roi, che è il registro Osservatore Italiano. Il mio sogno è iscrivermi ad un corso nazionale e farlo anche tramite la F.I.G.C.  perché è giusto continuare ad imparare nella vita e migliorarsi. Dopo tanti anni a Busto, ho deciso di rimettermi in gioco e diventare un vero e proprio addetto stampa qui ad Arona. Grazie al presidente Notte e allo staff che mi hanno dato fiducia, abbiamo deciso di collaborare e realizzare un giornalino che sta diventando sempre più letto dal nostro pubblico. Giornale che ricordo è gratis, ed è un vanto per la categoria.

Aneddoti?

Ho girato per quattro anni tra i campi del VCO e del Varesotto, osservando per la ROI molti giocatori.

Ho frequentato Verbania e li ho finito il mio master guardando un anno fa le ultime partite. Ringrazio lo staff ma soprattutto mister Alessandro Oliva che mi ha dato la possibilità di guardarlo al lavoro. Girando i vari stadi ricordo ad esempio dei giocatori fortissimi, Gatti, Messias e Russo tra quelli da me evidenziati. Poi tanti invece non sono divenuti famosi, ma almeno ho provato con molta umiltà a dargli visibilità con le mie segnalazioni. A dire il vero Federico Gatti non è stato notato solo da me, ma anche da un grande DS che è Sandro Turotti, che lo ha portato alla Pro Patria. Un uomo davvero incredibile. Due miei colleghi giornalisti, Andrea Macchi e Alessandro Bianchi, (Rete55) hanno anche loro detto prima di molti altri, quanto questo giocatore potesse essere forte in futuro. Bravi anche entrambi! Dico sempre una cosa come osservatore: Chi è bravo davvero, spesso viene notato, ma non sempre viene segnalato, la fortuna di “arrivare” è solo per pochi purtroppo.

Come ti trovi qui?

Bene, dopo un periodo di disorientamento, che credo sia normale, visto che sono l’ultimo arrivato, ho trovato nuovi amici e ragazzi che mi hanno accettato e sostenuto. Spero davvero con grande umiltà di poter dare una mano, e di portare la mia esperienza fuori dal campo, perché in campo invece di esperienza ne abbiamo da vendere .Il mister Ragazzoni e alcuni della squadra li ho intervistati per il giornale e mi soffermo spesso a parlare con Pino Gallo e gli altri del gruppo. Tutta gente “super” preparata che sono contento di aver conosciuto.

Una cosa voglio dirla su tutte se posso?

Per me Arona sta diventando la mia seconda casa e mi sto “attaccando” a questi colori, che spero possano dare sempre più soddisfazioni al pubblico. Il presidente chiede tanto così come il CDA, e spero piano piano di dare ancora di più a livello di presenza e contributo. Per me che vengo da lontano non è sempre possibile venire agli allenamenti o alle riunioni, ma cerco in ogni modo di stare accanto alla squadra anche da “remoto” e se sbaglio qualcosa perdonatemi, nessuno è perfetto, figuriamoci uno “straniero” che viene da fuori, ma lavorerò anche per essere il più Aronese possibile.

Volete un aneddoto divertente?

Ho chiesto dove fosse Capacchione, nonostante l’avessi di fronte. Dopo aver conosciuto oltre 150 persone tra ragazzi ed addetti, qui ad Arona sono andato in “palla”. Mi scuso ancora, ora lo riconosco subito!

Cosa ne pensi del campionato?

Per me la Promozione è già un signor campionato, fatto anche da “nobili” decadute che storicamente hanno segnato pagine importanti del calcio in Italia o comunque del territorio di appartenenza. Credo che possiamo dire la nostra, anche se molti dicono che Pro Novara e Bellinzago hanno una marcia in più. Non sempre la spesa fatta dai presidenti paga a livello calcistico e di gioco, ma in questo caso certi “lussi” sono quelli che faranno la differenza a lungo andare e queste due squadre hanno speso parecchio. Ci sono grandi ragazzi anche qui da noi, gente con gli attributi e molto forti, non credo siano secondi a nessuno e li vedo ben affiatati tra loro. Se stiamo bene, siamo una bellissima squadra e in campionato possiamo dire la nostra, solo la sfortuna ad oggi ha frenato la nostra corsa. Il 6 a 0 di Novara, non è che un incedente di percorso. Un risultato che non appartiene alla nostra storia.

Forza Arona?

Sempre! Anzi wearearona! Che vuol dire per me “siamo una famiglia!”

In questo link i miei vecchi amici di Busto mi salutano, grazie di cuore alla redazione Bianco Blu di rete 55.

(alla fine della trasmissione)

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Arona non 6 questa!

Questo risultato non è figlio di un percorso che fino ad oggi ha visto l’Arona squadra equilibrata e soprattutto incline a certe debacle. Sei gol sono tantissimi, forse troppi, ma alcuni di essi sono il frutto di disattenzioni che spesso abbiamo, ma dobbiamo ammetterlo sono soprattutto nate della bravura dell’avversario che è parso fortissimo.

A Novara abbiamo schierato una linea difensiva quasi mai provata, con Pastore al rientro dopo mesi di infortunio, in una posizione non sua che, sommata alla mancanza di Mattioni ha influito negativamente sul reparto arretrato dei nostri. Come detto prima però, alcuni gol degli avversari sono frutto di un gran bel gioco e soprattutto di due elementi che sono: Scienza e Bertani che sono su un altro pianeta rispetto ai giocatori che normalmente si vedono in Promozione. Bertani ha rifilato, al nostro Tornatora, tre gol fantastici ma senza qualche imprecisione, da parte dell’attaccante novarese, sarebbero stati molti di più. Un giocatore che fa paura per quanto sia capace di trovare la porta e i compagni ad occhi chiusi. Se ci mettiamo poi, che in organico ci sono: Moia, Frascoia e Piraccini, ecco che in cinque fanno una squadra a sé. Noi non possiamo recriminare nulla di fronte a certe compagini nate non per vincere ma per “uccidere” gli avversari. Per fermarli domenica scorsa, ci voleva un Arona completo e concentratissimo. Due elementi che alla fine se mancano, contro certe squadre non ti danno scampo.

Perdere così fa male, sembrava una sfida tra due team di diverse categorie. La cosa che ci pare strana, vedendo domenica il Pro Novara, non ci si capacita come mai sia ancora dietro al Bellinzago. Forse la preparazione a “scoppio” ritardato e la sistemazione di alcuni “Big” in campo, ha richiesto tanto tempo, ma ora i Novaresi sembrano davvero una macchina perfetta. Come detto da alcuni addetti ai lavori, la differenza tra Bellinzago e Pro Novara, sta nella tipologia di elementi in campo. Bellinzago pare più una grande orchestra in grado di sopperire a qualche stonatura individuale, una compagine con tanti elementi intercambiabili di ottima caratura. Il Pro Novara è una bella squadra con dei “fenomeni” che fanno i solisti e che creano quasi autonomamente le azioni più importanti delle partite. Insomma, un gruppo di artisti solitari che messi assieme fanno un gruppo non “super coeso” ma molto pericoloso. Vedremo da qui alle fine chi avrà avuto l’intuizione migliore tra i direttori sportivi. Se vincerà quella idea, di creare un gruppo o quella di costruire una squadra con alcuni elementi di grande spicco. Noi come al solito non staremo a guardare, la caduta a Novara è stata troppo brutta e surreale per essere considerata un errore nel nostro cammino. Certe volte capita di sbattere contro i muri, ma la corsa verso la vittoria va ripresa subito. Ci saranno partite alla nostra portata, ed altre più difficili, ma crediamo che, se staremo uniti e recupereremo gli assenti come sempre detto, potremo finire davanti alle altre compagini il nostro torneo. Siamo ancora terzi e se la lotta per il primo posto sembra fuori portata, i play off possono essere centrati senza problemi. Ora si riparte da questa convinzione, che l’Arona non è quella di Novara, semmai è il Novara che non è da Promozione, ma di un’altra categoria. Abbiamo ragazzi pronti per ricominciare e soprattutto degli under che si fanno valere e “notare”. Gli innesti mirati degli over sono invece una seconda parte importante dell’Arona. Un mix di giovani e meno giovani che può essere considerata la migliore della categoria, ovviamente però dobbiamo dirlo:  dopo Bellinzago e Pro Novara.

PRO NOVARA-ARONA 6-0

Marcatori: 2’Scienza, 34’Autorete di Massara, 39’ e 46’ Bertani, 15’st Bertani, 25’st Pasku.

Pro Novara (4-3-3): Capetta; Carbone, Bompan, Moia, Tinaglia (1’st Pasku); Piraccini, Frascoia, Caraglio; Scienza, Bertani (20’st Bottone), Rossoni. All. Ombergozzi

Arona (4-3-3): Tornatora; Lika, Gaiga, Massara, Pastore (15’st Trapella); Pugliese (12’st Vergadoro), Valsesia, Bagarotti; Capacchione, Corradino, Vezzu. All. Ragazzoni

Arbitro: Framba di Torino.

S. Merlotti A. Stampa ASD Arona Calcio

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MARCO BERTOLI


L’intervista di oggi è con il nostro allenatore Marco Bertoli Under 15 (2008)

Ciao ci racconti qualcosa di te?

Ciao a tutti, sono qui ormai da quattro anni ad Arona come allenatore nel settore giovanile. La mia carriera è stata brevissima a soli vent’anni ho dovuto smettere per gravi problemi di salute e mi è spiaciuto molto.

Nonostante questo, sono rimasto nel mondo del calcio., fondando nel2013 una squadra di calcio a 7 a Nebbiuno, che è la città dove abito.

Per alcuni anni abbiamo continuato ad iscrivere questa squadra nel CSI di appartenenza, per poi decidere di chiudere anche questo piccolo capitolo Mi hanno chiamato a Lesa, in seconda categoria, nell’area dirigenziale e nel 2017 ho conseguito il patentino UEFA B a Novarello.

A gennaio dell’anno seguente mi hanno chiesto di prendere la gestione della prima squadra. ho iniziato così la carriera di allenatore. Purtroppo, il Lesa è retrocesso e ho finito anzitempo questa parentesi, che però mi è piaciuta molto. Il Lesa non ha più deciso di iscriversi al susseguente campionato e sono passato così alla “corte” dell’Arona, dopo la chiamata del mio amico Ragazzoni.

Insieme abbiamo lavorato e ho gestito la Juniores Regionale per poi passare alla Giovanissimi 2004. Mesi bellissimi dove ho potuto lottare per il primo posto contro la fortissima S.Francesco. Il covid ha messo fine ai miei campionati, questo appena raccontato e quello del 2020, dove avevamo allestito una grande squadra con innesti dalla Vergiatese. Prima dello stop eravamo primi.

Ci racconti della scorsa stagione che è stata trionfale?

Certo! L’anno scorso abbiamo migliorato la formazione e siamo diventati l’Under 18 tra le migliori del campionato. Abbiamo inserito giovani interessanti, come Cavazza, che ha esordito anche in prima squadra.

Dopo un bel campionato vinto con successo, siamo andati alle regionali, dove abbiamo passato i turni, approdando in finale. Qui però abbiamo perso 4 a 0 contro l’Aqui. Una sconfitta netta che però non ci ha demoralizzato, visto il bellissimo cammino percorso.

Rimpianti?

A parte la fine precoce della mia carriera, questa sconfitta in finale, che, come detto, non mi ha demoralizzato, ma resta comunque una pagine particolare della mia carriera.

Cosa pensi della prima squadra e hai progetti per il futuro?

Ragazzoni è un bravo mister, preparato e i ragazzi molto bravi. A parte Bellinzago e Novara, molto più forti, l’Arona è appena dopo di queste. Se ritroviamo alcuni infortunati possiamo dire la nostra per i primi posti. Per il mio futuro vorrei conseguire il patentino UEFA A, un progetto ambizioso che potrebbe portarmi ad allenare anche le prime squadre, ma per ora sono contento di lavorare nelle giovanili.

S. Merlotti

A. Stampa ASD ARONA