Aygreville – Arona 5-0

Seconda trasferta amara per la compagine allenata da Mister Rossini. Per la seconda volta le proporzioni della sconfitta sono molto ampie e, davvero, non ha senso andare ad indagare la prestazione dei singoli giocatori.

Come sempre l’analisi tecnica spetta a chi di tecnica ne mastica. Noi nella nostra veste, anzitutto, di tifosi siamo stati colpiti dalla repentina trasformazione in campo che ha avuto come punto di svolta la prima rete dei rossoneri valdostani. E’ stato come guardare una diga nella quale, apertasi la prima crepa, la struttura non è stata più in grado di contenere la furia degli avversari che si esaltavano man mano che realizzavano nuove marcature.

E su questo aspetto che i ragazzi dovranno riflettere perché finchè la partita è stata sullo 0-0 la squadra era sembrata ben messa in campo ed in grado di lottare ad armi pari con i suoi avversari.

Che poi, la sostanza è questa: davvero nessuno può onestamente sostenere che il risultato del campo rispecchi le potenzialità delle due squadre. C’è qualcosa di più che è venuto a galla che non poteva e non doveva emergere.

Di una cosa siamo certi: sebbene la classifica sia in questo momento deficitaria, nessuna squadra è ancora scappata via. La salvezza è ancora a tre soli punti di distanza e c’è tutto il tempo per i giocatori per dimostrare il loro vero valore, sul quale la società ha deciso di investire i suoi sforzi.

In momenti come questi bisogna fare appello soprattutto alla propria umiltà, perfidamente sottolineata dagli ultimi avversari, per ascoltare chi ha più esperienza ed aggrapparsi alla forza del collettivo per ritornare a dare in campo più di quanto singolarmente si sia in grado di dare.

Già con il Lucento….

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